Se io fossi uno che vota il Berlusca...

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Se io fossi uno che vota il Berlusca...

Messaggio  L. il Sab Nov 01, 2008 1:14 am

Se io fossi un borghese piccolo piccolo della padania, oppure un operaio del profondo sud, che vota Berlusconi perché è uno che risolve i problemi, e io sono stanco delle furfanterie e delle chiacchiere dei partiti e partitini del centro sinistra,
se io fossi una casalinga depressa che si consola guardando in tv "La vita in diretta" in attesa che la sera venga "L'isola dei famosi" o "Chi l'ha visto",

da che cosa resterei colpito? Quale notizia insolita potrebbe possedere la doppia virtù di richiamare la mia attenzione e farmi riflettere per un minuto o forse due?

Cos'è che i ragazzi del movimento delle università potrebbero fare per convincermi che sono loro l'unica parte sana che resta di un paese arrivato alla frutta? Che sono loro la meglio gioventù, e non quel finto giovane coi capelli incollati, che si tiene su col viagra il denaro il potere e una passerella di avvenenti ministre peraltro già scopate?

Forse sarei colpito dal fatto che i ragazzi delle università si attivano con i gestori locali della raccolta rifiuti per creare nelle piazze dei centri di raccolta per lo smaltimento ecologicamente corretto, dove ogni cittadino può portare il suo vecchio televisore, un vecchio materasso, senza inquinare e senza rischiare l'arresto. Mi farebbero un piacere, mi starebbero simpatici.

Forse sarei colpito se, anziché vedere le neo-mamme costrette ad accedere al "prestito"di 5000 euro (al 4% d'interesse), si costituisse una rete nazionale di studentesse universitarie in, chessò, Psicologia o altro, pronte a offrire un servizio di baby-sitting a prezzo contenuto in cambio di garanzie sul diritto allo studio. Nel campo dell'aiuto (anche scolastico) alle famiglie meno abbienti, altrochè se ci sarebbero cose da poter inventare e da poter fare. Così come in qualsiasi campo di azione socialmente utile.

In generale, forse sarei colpito se vedessi gli studenti proporsi attivamente per dare una mano per risolvere un problema, sia esso di tipo ecologico, sia relativo alle grandi questioni (come trattare/accogliere gli immigrati; come risolvere il problema del traffico nelle grandi città; come diminuire lo spreco energetico; come valorizzare e far fruttare il patrimonio naturale e artistico dell'Italia).

Forse sarei anche colpito se vedessi gli studenti darsi da fare per criticare severamente e costruttivamente le università, ad esempio organizzando liberi gruppi che vanno ad assistere a tutte le prove orali delle procedure di valutazione comparativa per Ricercatore universitario (eh sì, perché le prove di concorso e gli atti concorsuali sono pubblici).

Restando in tema, sarei colpito se gli studenti si andassero ad informare presso i consigli di facoltà, presso i presidi, presso i professori, sulla "programmazione". La "programmazione" è la lista (spesso depositata presso i dipartimenti) dei posti che ogni ateneo ha chiesto o chiederà per i prossimi anni. Magari quegli studenti potrebbero (se avessero tanta faccia tosta) chiedere: per chi è quel posto? per chi è quell'altro posto?
Magari potrebbero muoversi con le "Iene", e alzare un grande casino.

Se questo capitasse in uno di quei giorni in cui non c'è il calcio, non ci sono le elezioni americane, non c'è nemmeno L'isola dei famosi, ci sarebbe più possibilità di restare colpiti da una notizia così.

Boh, vabbè.

Se io fossi.

L.
Ospite


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Re: Se io fossi uno che vota il Berlusca...

Messaggio  L. il Sab Nov 01, 2008 11:44 am

Piccola postilla.
Quello che ho scritto va inteso così: l'unica possibilità che Berlusconi faccia una qualche marcia indietro sui provvedimenti finanziari di università e scuola, è legata all'eventualità che si verifichi un importante calo nei suoi consensi (i suoi famosi sondaggi). Quella è l'unica cosa che lo può spaventare. Finché il consenso tiene, allora tiene anche l'alleanza all'interno della maggioranza. Se le cose andassero peggio dal punto di vista dei consensi, allora ci potrebbe essere nervosismo, e AN e Lega (più probabilmente) potrebbero sollevare qualche questione nel merito.
E' ovvio che se questo accadesse (il che per ora è abbastanza difficile) i primi ad avvantaggiarsene sarebbero NON gli studenti, ma i partiti dell'opposizione, PD in testa. Su questo bisogna rassegnarsi. E' un effetto collaterale.
Il malcontento rispetto alla riforma Gelmini sulla scuola ha investito una fascia di popolazione molto molto ampia. Questo ha fatto preoccupare un po' la maggioranza. Purtroppo la tendenza degli italiani a chinare il capo e accettare anche provvedimenti iniqui, è cosa ben nota. Quindi, anche sulla scuola, il rischio è che non accada più nulla.
Il movimento universitario può andare avanti con calma e determinazione. Una battaglia del genere non la si vince in un giorno. Ci vogliono una serie di tappe, di iniziative.

L.
Ospite


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Re: Se io fossi uno che vota il Berlusca...

Messaggio  kallisto il Sab Nov 01, 2008 12:35 pm

Questa mattina sui giornali è presente una dichiarazione di AN: Fini dichiara che la prossima riforma, così come la revisione della finanziaria, non passeranno senza discussione!

è un gran passo avanti, AN prima in La Russa poi in Fini comincia ad accusare il colpo, diamoci sotto e personalmente propongo ora un attacco mediatico a Brunetta, dobbiamo far sapere a tutti come stanno le cose. è necessario recuperare materiale certo dal rettore però
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Re: Se io fossi uno che vota il Berlusca...

Messaggio  L. il Sab Nov 01, 2008 9:39 pm

Qualcosa nella maggioranza si sta muovendo!

Da p. 6 de "La Repubblica" del 1/11/2008



UNIVERSITA', PARTE LA FRONDA DI AN

"Stavolta né decreto né fiducia"

di Francesca Bei

Alt, fermi tutti. Dopo l'incendio della scuola, guai ad appiccare il fuoco pure all'università. "Non accettiamo scorciatoie solo per giustificare i tagli". A mettersi in mezzo stavolta sono alcuni deputati di Alleanza nazionale, che promettono battaglia per evitare di ripetere sulla riforma universitaria quanto accaduto con il decreto Gelmini. Il loro motto è semplice: "Niente decreto e niente fiducia". Per ora sono in tre - il siciliano Fabio Granata, il romano Fabio Rampelli e la genovese Paola Frassinetti -, tutti membri della commissione cultura della Camera. Una postazione strategica, perché da lì dovrà transitare la futura riforma dell'università.
"Abbiamo difeso il decreto Gelmini perché ci convinceva - spiega Granata, responsabile cultura An - ma sull'università sono previsti dei tagli così importanti che metteranno in gravissima difficoltà gli atenei dal 2010. E' chiaro che la riforma non può che essere affrontata confrontandosi con l'opposizione, con i rettori e con gli studenti". Insomma, una strada opposta a quella seguita finora e, soprattutto, a quella che ha in mente il Cavaliere. Ma i ribelli di An stavolta daranno filo da torcere: "Qui è in gioco - scrive Granata -quella che noi di An chiamiamo la quarta i, che si aggiunge alle tre i di Berlusconi: quella dell'identità nazionale e delle infrastrutture immateriali Non è un problema di ordine pubblico né di repressione".

[...]

Niente male, no?

Forse qualche studente che si sente "non di sinistra" potrebbe andare sul sito della Camera, trovare l'e-mail dell'onorevole Granata, e mandargli due righe di apprezzamento per queste parole.

Proviamo a fare anche noi il "loro" gioco. Strumentalizziamoli. Creiamo divisione al loro interno.

L.
Ospite


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Re: Se io fossi uno che vota il Berlusca...

Messaggio  Eustak il Lun Nov 03, 2008 2:13 am

Il copione è sempre lo stesso...qualcuno fa finta di "alzare la testa", fa la voce grossa. Poi arriva il piccolo dittatore [che è ben altra roba rispetto al dittatore chapliniano], proferisce un "ma cribio!" e tutti tornano nelle righe. Il problema è aggravato dal fatto che la supposta opposizione, oltre che inferiore numericamente, sembra crogiolarsi nell'inerzia. Dopo l'adunata oceanica di qualche settimana fa, anche la truppa piddiista sembra rassegnarsi. Vediamo un pò cosa ne sarà... quanto tempo ci vorrà per smantellare una volta per tutte quel che resta dell'istruzione pubblica. Comunque, per mettere le mani avanti, il governo ha promesso che a partire dalla prossima legislatura, il Ministero della Pubblica Istruzione, per avvicinarsi ancora di più alla Tv dei gggggiovani, acquisirà una letterina [marchio registrato], come nel gioco Passaparola. La letterina "D" verrà preposta alla parola -istruzione.


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[Marcel "Schmier" Schirmer]
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